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Ecco due articoli pubblicati,  il primo sulla Regione Ticino e l'altro sul bollettino del Cas Ticino in merito al 50° anniversario di fondazione degli Scoiattoli dei Denti della Vecchia.

La Regione.pdf

SCOIATTOLI INFO.pdf

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Intervista con Andrea, nostro contabile .... 600 cime più le 200 quote senza nome fatte in concomitanza.

Nuovo articolo GdP 16.12.2013

gdp 600.pdf

Il signore delle 600 cime CdT 20131207.pdf

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”Abito in Paradiso”

ed. Versante Sud

 

Chantal Mauduit: l’alpinismo nella determinazione e nella poesia. Parigina, dall’aspetto grazioso e dai modi semplici ma raffinati, si avvicinò al mondo verticale in giovane età innamorandosene irreparabilmente. Dapprima le Alpi, poi le Ande e l’Himalaya, luoghi nei quali ha dato prova di abilità e coraggio “al femminile”. L’Himalaya diverrà il suo piccolo regno, il suo focolare stellato, la sua musa ispiratrice, l’alba ed il tramonto della sua stessa vita vissuta fino in fondo, perché diverrà anche il luogo che lei vide per l’ultima volta. Era il 1998, aveva 34 anni.

 

Ne ha fatta di strada, Chantal, la ragazza dai tanti nomi, sedotta dalla scrittura e dalla poesia. Forte e coraggiosa, capace di raggiungere la vetta di un ottomila senza ossigeno, al crepuscolo, da sola. Ma anche abbastanza lucida e devota alla vita per rinunciare sul più bello, quando la vetta è lì ad un niente, quando proseguire potrebbe avere conseguenze irreparabili. Non riuscì mai, nonostante gli innumerevoli tentativi a conquistare il Tetto del Mondo, l’Everest, ma lei, in fondo, il suo tetto del mondo lo aveva già trovato.

Una ragazza dolce, sensibile, che forse più di ogni altro alpinista ha raccontato le sue avventure con occhi diversi, puntando la penna non soltanto sulle sue scalate ma piuttosto su ciò che le influenzava. Le stavano a cuore i problemi della gente che incontrava nei suoi luoghi più cari, odiava l’intolleranza ed il razzismo, odiava l’odio. Amava i colori, le cose più semplici ed insignificanti, amava la vita. Sapeva che non poteva combattere tutto questo per creare un mondo più giusto, ma poteva almeno scriverlo. E lo ha fatto, anche piuttosto bene.

Nell’ambiente era apprezzata e ben vista da tutti, corteggiata, cercata, a volte anche un po’ troppo considerato il suo aspetto (cosa rara, nell’alpinismo), ma soprattutto ammirata ed ascoltata per ciò che lei era dentro. Non era un alpinista come tanti altri, cercava risposte alle domande, si sforzava di capire, di interpretare, di entrare in simbiosi con il luogo che la ospitava. Assieme alle piccozze ed ai ramponi riponeva libri, tanti libri, che leggeva e rileggeva e dai quali poteva trarre l’ispirazione per scrivere.

A volte la vita è ingiusta, la sua è stata interrotta e spazzata via da una valanga beffarda, nell’oscurità del suo firmamento, mentre dormiva in una tenda al Campo 2 sul Dhaulaghiri. E’ finità così, per Chantal, come per tanti altri suoi simili. Poteva meritarsi una morte più nobile, invece no, una morte casuale, banale, troppo banale per una persona dalla caratteristica così sottile e penetrante come la piccola “rana francese”.

”Abito in Paradiso”, edito da Versante Sud, si legge (fin troppo) velocemente. Alla fine avresti voluto continuare a la sua lettura, avresti desiderato più pagine, almeno il doppio! Perché le sue righe non saranno mai abbastanza per non infatuarsi di quella figura graziosa, sensibile e vigorosa come lo è stata Chantal.

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Andrea

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Topo di falesia

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Angeli di Luce di Jeff Long

Recensione

 

Angeli di Luce.pdf

 

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Ultimo lavoro dei soci Roberto e Marco

 

UN’ INIZIATIVA DEL CLUB ALPINO SVIZZERO

 

 Partendo dal fatto che lo sponsor principale dell’operazione è un istituto bancario (SG Private Banking di Lugano, coadiuvato dai cantoni Ticino e Grigioni, da Pro Helvetia e da altre fondazioni) si potrebbe tentare un azzardato parallelismo tra i rischi che si corrono oggigiorno sui mercati finanziari mondiali e quelli che potrebbero correre i fotografi nell’addentrarsi in un territorio apparentemente già super- inflazionato come quello legato alla montagna e al mondo alpino. Un parallelismo che si rivela però del tuttocampatoinariadi fronteal volume trilingue ( italiano-tedescoromancio) Spazio Greina, promosso dal Club Alpino Svizzero Sezione Ticino, edito da Desertina di Coira, la cui veste grafica è curata da Roberto Grizzi e che presenta immagini (sia in bianco e nero che a colori)di cinque fotografi ticinesi: Roberto Buzzini, Giosanna Crivelli, Tamara Lanfranconi, Sergio Luban e Marco Volken. Se i mercati finanziari sembrano aver smarrito la bussola, lo stesso non si può certo dire dei fotografi coinvolti in questo progetto che ha in primo luogo il pregio di distanziarsi dalla formula dell’ormai classico «libro di montagna» che accosta all’illustrazione fotografica, itinerari, cartine e articoli di argomento geografico, geologico o naturalistico. Nulla di tutto ciò in Spazio Greina che – a parte una breve introduzione, un testo dal sorprendente accento poetico «controcorrente » dello scrittore grigionese Leo Tuor e le biografie degli autori – offre tutte le proprie 224 pagine alle immagini. Immagini che i cinque fotografi hanno realizzato in piena libertà, esplorando sull’arco di tre anni questo angolo di tundra più unico che raro nella regione alpina ed utilizzando ciascuno una tecnica diversa:formato panoramico per Buzzini, diapositive a colori per Crivelli, medio formato a colori per Lanfranconi, digitale con obiettivo 35 mm per Luban e medio formato in bianco e nero per Volken. Questi sguardi profondamente diversi, e quindi inconfondibili, ci restituiscono un fitto mosaico di emozioni e di impressioni fatto di panorami e di dettagli, all’interno del quale la presenza umana è praticamente irrilevanteeadominaresonorocce, cieli, nebbie, la rada vegetazione e le inafferabili sagome degli animali selvatici. Eppure, in un contesto tanto «arido» non mancano i colori: il grigio, il nero e il bianco delle pietre, il blu notturno, il candore «sporco» della neve, il verde e il marrone delle erbe con solo qualche sprazzo fiorito di giallo. Il tutto immerso nella luce perennemente cangiante di questa regione che fa da spartiacque tra Sud e Nord.
Spazio Greina non ci illustra la Greina, non ci indica né sentieri né percorsi; al contrario: ci offre l’immagine di un luogo «difficile », per certi versi ostile, rinchiuso su se stesso, piccolo angolo di Eden dove – come ci fa capire molto bene Leo Tuor – il turista è meno benvenuto del pastore, del cacciatore o del cercatore di cristalli. La Greina rimane selvaggia, imprendibile come il camoscio che sfugge alla doppietta, e Spazio Greina ci invita quindi a scoprirla con i nostri occhi ma anche a rispettarla.
Come hanno egregiamente fatto gli autori del libro.
Spazio Greina sarà presentato in anteprima lunedì prossimo, 17 novembre, alle ore 20.30 alla SUPSI di Trevano e venerdì 28 novembre alle 20.30 al Palacongressi di Muralto alla presenza degli autori. In queste occasioni sarà proiettato anche un reportage televisivo di Romano Venziani che illustra il progetto e un diaporama con una selezione di scatti tratti dalla pubblicazione.
Antonio Mariotti
SPAZIO GREINA
Progetto grafico di Roberto Grizzi con fotografie di Roberto Buzzini, Giosanna Crivelli, Tamara Lanfranconi, Sergio Luban e Marco Volken e un’introduzione di Leo Tuor.
Edizioni Desertina, Coira, 224 pagine, 65 franchi.